Karaage
Bocconi di coscia di pollo marinati in soia, sake e zenzero, nella fecola e fritti: l'okazu più amato del Giappone, da cena, bento e festa
- In tutto
- 41min
- Di lavoro
- 26min
- Di attesa
- 15min
- RisparmiCon i passaggi in parallelo, invece di uno alla volta.
- −6min
Difficoltà : 2 su 5340 kcal a testa (stima)Con i passaggi in parallelo, invece di uno alla volta.
La mediana
Le quantità sono la mediana delle versioni che le danno, non l’opinione di una.
Il tempo
Le fonti50min
Il piano41min
3 fonti su 13 dichiarano un tempo: da 30min a 50min, mediana 50min.
Ingredienti · 4 persone
- Sovracosce di pollo disossate600 g
- Salsa di soia2 cucchiai
- Sake da cucina1,5 cucchiai
- Zenzero fresco12 g
- Fecola di patate5 cucchiai
- Olio di semi720 g
- Limone1
Il piano
41min, di cui 26min di lavoro.
per 4 · un cuoco · una padella e due pentole
- 01Taglia le cosce a bocconi lavoro, minuti 0–6
- 02Massaggia con soia, sake e zenzero lavoro, minuti 6–8
- 03Lascia riposare nella marinata attesa, minuti 8–23
- 04Scalda l'olio a 170 gradi d’occhio, minuti 21–27
- 05Infarina nella fecola lavoro, minuti 23–27
- 06Friggi a tornate, prima a 170 poi a 185 gradi lavoro, minuti 27–39
- 07Scola, riposa un attimo e servi col limone lavoro, minuti 39–41
- lavoro
- d’occhio
- attesa
Il piano è per un cuoco solo, con una padella e due pentole: la regia di PREP mette i passaggi uno accanto all’altro.
Nell’app questo piano ti guida passo per passo, e suona quando una pentola è pronta. Avvisami
I passaggi
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01Taglia le cosce a bocconi
Togli il grasso giallo, tieni la pelle, bocconi di tre-quattro centimetri tutti uguali.
- Coscia disossata con la pelle: è il taglio di diciassette ricette su diciotto, perché il grasso della pelle tiene il boccone succoso nel fritto. Il petto va bene lo stesso, e due ricettari lo ammettono, ma viene più asciutto.
- Raschia via il grasso giallo e molle con la lama e taglia i tendini bianchi: lo dicono cinque ricette su diciotto, e serve a non trovarlo in bocca.
- Bocconi di tre-quattro centimetri, otto-dieci per coscia, con il coltello inclinato così lo spessore viene uniforme e cuociono tutti nello stesso tempo. Più grossi restano più succosi, più piccoli fanno più crosta: la trattoria di Tokyo che ha insegnato la ricetta a Kikkoman li taglia da due morsi.
- Non lavare il pollo: il Ministero dell'Agricoltura lo scrive fra i suoi cinque punti, perché l'acqua sparge i batteri sul lavello. Una ricetta su diciotto fa il contrario e lo sciacqua: è l'unica, e non ha ragione. Se ha liquido, tamponalo con la carta.
- Se il pollo esce dal frigo adesso, va bene: il quarto d'ora di marinata lo riporta a temperatura ambiente, e un pezzo freddo dentro cuoce male.
È PRONTO QUANDO Bocconi della stessa taglia, pelle attaccata, niente grasso giallo sul tagliere.
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02Massaggia con soia, sake e zenzero
Nella ciotola con soia, sake e zenzero grattugiato, un minuto buono con le mani.
- Soia e sake quattro a tre, con lo zenzero grattugiato con la pelle: la soia è la mediana di diciotto ricette, il sake di quattordici, lo zenzero di sedici. La soia qui è un po' abbondante rispetto ad altre marinate giapponesi, e non è un caso: deve reggere il fritto e accompagnare il riso in bianco.
- Con le mani, un minuto buono, finché il liquido è quasi sparito dentro la carne: due ricettari lo cronometrano proprio così. Senza stringere, altrimenti la pelle si stacca dal boccone.
- Solo il succo dello zenzero, spremuto dal grattugiato, se vuoi la versione della ricetta di riferimento e della trattoria di Tokyo: le fibre bruciano in frittura e restano fra i denti. Fanno così sette ricette su sedici, le altre nove lo lasciano intero.
- Non c'è aglio nella lista perché dieci ricette su diciotto non lo mettono, compresa quella di riferimento: se lo vuoi, uno spicchio grattugiato fine ogni mezzo chilo di pollo, ed è la versione di Nakatsu, dove il marchio collettivo lo pretende insieme allo zenzero.
- Niente sale né pepe: la soia sala già, e la trattoria di Tokyo dice che il pepe confonde il gusto della soia invece di aiutarlo.
È PRONTO QUANDO Il fondo della ciotola è quasi asciutto e i bocconi sono lucidi e scuri.
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03Lascia riposare nella marinata
Un quarto d'ora sul tavolo, girando una volta a metà.
- Quindici minuti è la mediana di diciotto ricette: due non aspettano affatto, la trattoria di Tokyo vuole due ore in frigo. In un quarto d'ora la soia entra nella superficie e il pollo torna a temperatura ambiente, che è quello che serve al fritto.
- Gira i bocconi una volta a metà, così la marinata bagna tutto: la ricetta di riferimento lo fa due o tre volte.
- Se hai tempo, mezz'ora in frigo dà più sapore e più succo: la marinata lunga fa immagazzinare acqua alla carne, che poi esce come sugo al morso. Due ore è il tempo della trattoria, e oltre non serve.
- Non è la strada della maggioranza, ma chi vuole la versione più morbida aggiunge qui un cucchiaio di maionese ogni trecento grammi di pollo, come fanno due ricettari su diciotto: il grasso e l'aceto che porta dentro inteneriscono la carne.
- Al posto del sake due ricette su diciotto mettono il mirin, altre due lo affiancano, e due aggiungono anche lo zucchero, un paio di cucchiaini: viene più dolce e scurisce prima in pentola, quindi tieni la fiamma un poco più bassa.
È PRONTO QUANDO I bocconi hanno bevuto quasi tutta la marinata e la carne è a temperatura ambiente.
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04Scalda l'olio a 170 gradi
Tre dita di olio di semi in un pentolino, a fuoco medio, fino a 170 gradi.
- Tre dita di olio: è la mediana di otto ricette, che vanno da un dito a cinque. Il pollo deve galleggiare senza toccare il fondo, e più olio c'è, meno la temperatura crolla quando lo cali.
- Centosettanta gradi è la mediana di diciotto ricette ed è il numero preciso di nove: undici su diciotto partono fra 160 e 170, quattro salgono subito verso 170-180 e tre partono da 180. È una partenza abbastanza bassa da cuocere il cuore prima che la crosta scurisca.
- Il termometro da frittura è la cosa più utile che hai; senza, il trucco delle bacchette: infila in verticale una bacchetta di legno asciutta e guarda le bolle, fini e continue vuol dire 170, tumultuose vuol dire 185. Un pizzico di fecola buttato nell'olio giusto si sparge subito in superficie sfrigolando: è il segnale della trattoria.
- Non serve un olio speciale: olio di semi in tutte le ricette che lo nominano, anche se un ricercatore dell'industria preferisce quello di riso, che colora bene e si ossida meno. Non riusarlo troppe volte.
- L'olio che scalda non si lascia solo. Se prende fuoco si spegne prima il fornello, e mai acqua: l'Agenzia antincendio giapponese lo scrive per l'olio di frittura, l'acqua lo fa ribollire di colpo, e anche le verdure o altro di bagnato buttati dentro per raffreddarlo fanno schizzare olio bollente tutt'intorno.
È PRONTO QUANDO 170 gradi al termometro; una bacchetta asciutta immersa fa bolle fini e continue lungo tutto il legno.
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05Infarina nella fecola
Scola quasi tutta la marinata, aggiungi la fecola nella stessa ciotola e mescola finché il pollo è avvolto e appiccicoso.
- Premi i bocconi con la mano e butta via la marinata, lasciandone un velo sul fondo: quel poco di soia impastato con la fecola dà colore e profumo alla crosta. Se ne resta troppa, la fecola si scioglie e la crosta viene dura invece che croccante.
- Poco meno di un cucchiaio di fecola ogni cento grammi di pollo, mescolato nella ciotola finché ogni boccone è coperto da una pasta densa: è il metodo della ricetta di riferimento e la mediana delle ricette a sola fecola. Il vassoio di fecola in cui rotolare i pezzi fa una crosta più bianca e irregolare, ed è quello delle botteghe; se lo usi, scuoti via la fecola in eccesso senza sbatterla.
- Niente farina nella lista: sola fecola in nove ricette su diciotto, e dal 1932 nel ristorante di Ginza che ha inventato il piatto, perché fa la crosta sottile, vetrosa e croccante. Sette ricette la mescolano con la farina, che fa la crosta più soffice e più spessa e beve più olio: se la vuoi così, farina prima e fecola dopo, in superficie.
- Nella lista non ci sono uova: quattro ricette su diciotto le mettono nella pastella, e la crosta aderisce di più e viene più spessa. Un ricercatore dell'industria monta l'albume quasi a neve e ci passa i bocconi prima della fecola, per una crosta ariosa che schizza meno.
- Infarina all'ultimo, con l'olio già a temperatura: la fecola bagnata che aspetta si scioglie. La trattoria fa il contrario, un'ora in frigo dopo la fecola perché la crosta si saldi: funziona solo con il bagno di fecola asciutta, non con la pasta della ciotola.
- Prima di calarli, stendi la pelle di ogni boccone intorno alla carne: cuoce meglio e il pezzo viene tondo invece che a bandiera.
È PRONTO QUANDO Ogni boccone è avvolto da una pasta densa e opaca, senza fecola asciutta sul fondo e senza liquido.
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06Friggi a tornate, prima a 170 poi a 185 gradi
Metà dei bocconi alla volta: quattro-cinque minuti a 170 senza toccarli i primi due, poi la fiamma alta per un minuto, verso i 185 gradi, finché sfrigolano forte.
- Cala metà dei bocconi, con la pelle verso l'alto, uno a uno e in fretta: la temperatura scende e deve risalire. Metà per volta in un pentolino di casa; con più pollo l'olio crolla e il fritto viene molle e unto, con meno cuoce prima di colorire.
- Non toccarli per i primi due minuti, finché la crosta non si è indurita: chi li muove subito la perde. Poi girali una volta con le bacchette o la pinza e finisci: quattro-cinque minuti in tutto a 170 gradi è la mediana delle ricette per un boccone di tre-quattro centimetri.
- L'ultimo minuto alza la fiamma, alta ma non al massimo, verso i 185 gradi, tirando ogni tanto i pezzi fuori dall'olio per fargli prendere aria: è la scelta di cinque ricette su diciotto, e serve alla crosta secca. Il ristorante di Ginza dà aria ai pezzi dal 1932, ma a temperatura media: la fiamma alzata non è sua, è di quelle cinque, e le altre dieci che friggono una volta sola restano a temperatura costante.
- La doppia frittura è la strada di tre ricette, compresa quella di riferimento, e altre due la offrono come variante: tre-quattro minuti a 170, fuori sulla griglia quattro-cinque minuti mentre il calore residuo finisce il cuore e l'olio sale a 185, poi di nuovo dentro uno-due minuti per la crosta. Viene più succoso dentro e più croccante fuori, e il riposo è tempo di cottura, non tempo perso. Con due tornate si incastra da sola: mentre la prima riposa, frigge la seconda.
- È pronto quando le bolle da fini diventano grosse e il rumore da fruscio diventa un crepitio secco, i bocconi galleggiano e sono di un bruno dorato. Preso con le bacchette, un pezzo cotto trasmette una vibrazione fine; in dubbio, taglia il boccone più grosso.
- Il pollo è cotto quando il succo esce trasparente e la carne al centro è bianca, non rosa: i due ministeri giapponesi chiedono 75 gradi al cuore per un minuto, perché il pollo crudo porta spesso il Campylobacter, che in Europa è la prima causa di infezione alimentare dichiarata. Se un pezzo è rosa dentro, cinque minuti nel fornetto sulla griglia con un foglio di alluminio lo finiscono e gli asciugano la crosta.
- Fra una tornata e l'altra lascia risalire l'olio a 170 e togli le briciole di fecola con la schiumarola: bruciano e amareggiano la seconda tornata.
È PRONTO QUANDO Bruno dorato uniforme, crepitio secco, bocconi che galleggiano; tagliato, succo trasparente e carne bianca fino al centro, 75 gradi al termometro.
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07Scola, riposa un attimo e servi col limone
Sulla griglia in un solo strato, un minuto; poi nel piatto con gli spicchi di limone.
- Scolali sulla griglia o su una schiumarola, tenendoli in aria: la carta li fa sudare da sotto. Mai impilati, dice la cuoca che li vende: il vapore ammolla la crosta di quelli sotto.
- Un minuto di riposo li fa finire di cuocere e li rende maneggiabili; poi vanno mangiati: la crosta di fecola resta croccante pochi minuti, e se li lasci raffreddare fallo in fretta e all'aria, così l'umidità non fa in tempo a entrare.
- Il limone a spicchi non va spremuto sul piatto di tutti: sta a lato, e chi lo vuole lo spreme sul suo. È così in sette ricette su diciotto e nel ristorante che ha inventato il piatto, che ci mette accanto anche la senape giapponese e il sale al sesamo.
- Per il bento, la regola dei ricettari: raffreddali del tutto prima di chiudere la scatola, e d'estate tienila al fresco. In frigo si tengono fino al giorno dopo.
È PRONTO QUANDO Ancora sfrigolanti nel piatto, crosta asciutta al tatto, spicchi di limone a lato.
Dove le fonti si dividono
- 1
Con aglio o senza
Dieci ricette su diciotto marinano con soia, sake e zenzero e basta, otto aggiungono l'aglio. Qui niente aglio, come la maggioranza e la ricetta di riferimento; se lo vuoi, è la versione di Nakatsu, dove il marchio collettivo lo pretende insieme allo zenzero.
- 2
Una frittura o due
Quindici ricette su diciotto friggono una volta sola, tre due volte con un riposo in mezzo, compresa la ricetta di riferimento. Qui una frittura sola, alzando la fiamma alla fine come cinque di quelle quindici, per la crosta secca; la doppia viene più succosa dentro.
- 3
Fecola sola o con farina
Nove ricette su diciotto infarinano con la sola fecola, sette la mescolano con la farina, una usa solo farina e una farina di riso e fecola. Qui sola fecola, che fa la crosta sottile, vetrosa e croccante; con la farina viene più soffice e più spessa, e beve più olio.
Da dove vengono i numeri
Questa ricetta mette a confronto 13 fonti. Le quantità sono la mediana delle versioni, non l’opinione di una: dove le fonti litigano vince la maggioranza. Eccole tutte.
- 白ごはん.com — 定番の味!鶏の唐揚げのレシピ作り方30min
- クラシル — 【基本の味】ジューシー!鶏の唐揚げ50min
- デリッシュキッチン — 下味しっかり! 基本の唐揚げ50min
- オレンジページ — 鶏のから揚げ (今泉久美)—
- ゆとりの空間 — 鶏のから揚げ (栗原はるみ)—
- キッコーマン ホームクッキング通信 — プロに教わる鶏の唐揚げ【菱田屋さん直伝】—
- 日本食糧新聞 — 近代メニューのルーツ(8)若鶏の唐揚げ編 東京・銀座「三笠会館」—
- 中津商工会議所 — 地域団体商標「中津からあげ」 (2016)—
- 厚生労働省 — お肉はよく焼いて食べよう—
- 農林水産省 — カンピロバクターによる食中毒—
- EFSA — Campylobacter—
- 文部科学省 食品成分データベース — 若どり もも 皮つき から揚げ (11289), 307 kcal—
- 消防庁 消防研究センター — 天ぷら油火災(消火器具)—
- Col piano di PREP41min
Allergeni
- Soia
- Glutine
Sono quelli della lista della ricetta. Fa fede l'etichetta di quello che compri.
Altre ricette
- Spaghetti alla carbonara22min
- Tagliatelle al ragù2h37min
- Soupe à l'oignon gratinée1h52min
In arrivo sull’App Store.
Per 15min dei 41min di questa ricetta hai le mani libere: PREP ti dice cosa fare nel frattempo, e quando tornare ai fornelli.
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