Ricette › Cucina giapponese · Giappone
Karaage
Bocconi di coscia di pollo marinati in soia, sake e zenzero, nella fecola e fritti: l'okazu più amato del Giappone, da cena, bento e festa

Ingredienti
- Sovracosce di pollo600 g
- Salsa di soia2 cucchiai
- Sake da cucina1,5 cucchiai
- Zenzero fresco12 g
- Fecola di patate5 cucchiai
- Olio di semi720 g
- Limone1
Il piano
- 01Taglia le cosce a bocconiminuti 0–6
- 02Massaggia con soia, sake e zenzerominuti 6–8
- 03Lascia riposare nella marinataminuti 8–23
- 04Scalda l'olio a 170 gradiminuti 21–27
- 05Infarina nella fecolaminuti 23–27
- 06Friggi a tornate, prima a 170 poi a 185 gradiminuti 27–39
- 07Scola, riposa un attimo e servi col limoneminuti 39–41
mani occupated’occhioattesa
Il piano è per un cuoco solo, con una padella e due pentole: la regia di PREP mette i passaggi uno accanto all’altro.
I passaggi
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01 Taglia le cosce a bocconi mani · 6min · minuti 0–6
Togli il grasso giallo, tieni la pelle, bocconi di tre-quattro centimetri tutti uguali.
- Coscia disossata con la pelle: è il taglio di diciassette ricette su diciotto, perché il grasso della pelle tiene il boccone succoso nel fritto. Il petto va bene lo stesso, e due ricettari lo ammettono, ma viene più asciutto.
- Raschia via il grasso giallo e molle con la lama e taglia i tendini bianchi: lo dicono cinque ricette su diciotto, e serve a non trovarlo in bocca.
- Bocconi di tre-quattro centimetri, otto-dieci per coscia, con il coltello inclinato così lo spessore viene uniforme e cuociono tutti nello stesso tempo. Più grossi restano più succosi, più piccoli fanno più crosta: la bottega di Tokyo che ha insegnato la ricetta a Kikkoman li taglia da due morsi.
- Non lavare il pollo: il Ministero dell'Agricoltura lo scrive fra i suoi cinque punti, perché l'acqua sparge i batteri sul lavello. Una ricetta su diciotto fa il contrario e lo sciacqua: è l'unica, e non ha ragione. Se ha liquido, tamponalo con la carta.
- Se il pollo esce dal frigo adesso, va bene: il quarto d'ora di marinata lo riporta a temperatura ambiente, e un pezzo freddo dentro cuoce male.
Segnale. Bocconi della stessa taglia, pelle attaccata, niente grasso giallo sul tagliere.
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02 Massaggia con soia, sake e zenzero mani · 2min · minuti 6–8
Nella ciotola con soia, sake e zenzero grattugiato, un minuto buono con le mani.
- Soia e sake quattro a tre, con lo zenzero grattugiato con la pelle: la soia è la mediana di diciotto ricette, il sake di quattordici, lo zenzero di sedici. La soia qui è un po' abbondante rispetto ad altre marinate giapponesi, e non è un caso: deve reggere il fritto e accompagnare il riso in bianco.
- Con le mani, un minuto buono, finché il liquido è quasi sparito dentro la carne: due ricettari lo cronometrano proprio così. Senza stringere, altrimenti la pelle si stacca dal boccone.
- Solo il succo dello zenzero, spremuto dal grattugiato, se vuoi la versione della ricetta di riferimento e della bottega di Tokyo: le fibre bruciano in frittura e restano fra i denti. Fanno così sette ricette su sedici, le altre nove lo lasciano intero.
- Non c'è aglio nella lista perché dieci ricette su diciotto non lo mettono, compresa quella di riferimento: se lo vuoi, uno spicchio grattugiato fine ogni mezzo chilo di pollo, ed è la versione di Nakatsu, dove il marchio collettivo lo pretende insieme allo zenzero.
- Niente sale né pepe: la soia sala già, e la bottega di Tokyo dice che il pepe confonde il gusto della soia invece di aiutarlo.
Segnale. Il fondo della ciotola è quasi asciutto e i bocconi sono lucidi e scuri.
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03 Lascia riposare nella marinata attesa · 15min · minuti 8–23
Un quarto d'ora sul tavolo, girando una volta a metà.
- Quindici minuti è la mediana di diciotto ricette: due non aspettano affatto, la bottega di Tokyo vuole due ore in frigo. In un quarto d'ora la soia entra nella superficie e il pollo torna a temperatura ambiente, che è quello che serve al fritto.
- Gira i bocconi una volta a metà, così la marinata bagna tutto: la ricetta di riferimento lo fa due o tre volte.
- Se hai tempo, mezz'ora in frigo dà più sapore e più succo: la marinata lunga fa immagazzinare acqua alla carne, che poi esce come sugo al morso. Due ore è il tempo della bottega, e oltre non serve.
- Non è la strada della maggioranza, ma chi vuole la versione più morbida aggiunge qui un cucchiaio di maionese ogni trecento grammi di pollo, come fanno due ricettari su diciotto: il grasso e l'aceto che porta dentro inteneriscono la carne.
- Al posto del sake due ricette su diciotto mettono il mirin, altre due lo affiancano, e due aggiungono anche lo zucchero, un paio di cucchiaini: viene più dolce e scurisce prima in pentola, quindi tieni la fiamma un poco più bassa.
Segnale. I bocconi hanno bevuto quasi tutta la marinata e la carne è a temperatura ambiente.
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04 Scalda l'olio a 170 gradi attesa · 6min · minuti 21–27
Tre dita di olio di semi in un pentolino, a fuoco medio, fino a 170 gradi.
- Tre dita di olio: è la mediana di otto ricette, che vanno da un dito a cinque. Il pollo deve galleggiare senza toccare il fondo, e più olio c'è, meno la temperatura crolla quando lo cali.
- Centosettanta gradi è la mediana di diciotto ricette ed è il numero preciso di nove: undici su diciotto partono fra 160 e 170, quattro salgono subito verso 170-180 e tre partono da 180. È una partenza abbastanza bassa da cuocere il cuore prima che la crosta scurisca.
- Il termometro da frittura è la cosa più utile che hai; senza, il trucco delle bacchette: infila in verticale una bacchetta di legno asciutta e guarda le bolle, fini e continue vuol dire 170, tumultuose vuol dire 185. Un pizzico di fecola buttato nell'olio giusto si sparge subito in superficie sfrigolando: è il segnale della bottega.
- Non serve un olio speciale: olio di semi in tutte le ricette che lo nominano, anche se un ricercatore dell'industria preferisce quello di riso, che colora bene e si ossida meno. Non riusarlo troppe volte.
Segnale. 170 gradi al termometro; una bacchetta asciutta immersa fa bolle fini e continue lungo tutto il legno.
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05 Infarina nella fecola mani · 4min · minuti 23–27
Scola quasi tutta la marinata, aggiungi la fecola nella stessa ciotola e mescola finché il pollo è avvolto e appiccicoso.
- Premi i bocconi con la mano e butta via la marinata, lasciandone un velo sul fondo: quel poco di soia impastato con la fecola dà colore e profumo alla crosta. Se ne resta troppa, la fecola si scioglie e la crosta viene dura invece che croccante.
- Poco meno di un cucchiaio di fecola ogni cento grammi di pollo, mescolato nella ciotola finché ogni boccone è coperto da una pasta densa: è il metodo della ricetta di riferimento e la mediana delle ricette a sola fecola. Il vassoio di fecola in cui rotolare i pezzi fa una crosta più bianca e irregolare, ed è quello delle botteghe; se lo usi, scuoti via la fecola in eccesso senza sbatterla.
- Niente farina nella lista: sola fecola in nove ricette su diciotto, e dal 1932 nel ristorante di Ginza che ha inventato il piatto, perché fa la crosta sottile, vetrosa e croccante. Sette ricette la mescolano con la farina, che fa la crosta più soffice e più spessa e beve più olio: se la vuoi così, farina prima e fecola dopo, in superficie.
- Nella lista non ci sono uova: quattro ricette su diciotto le mettono nella pastella, e la crosta aderisce di più e viene più spessa. Un ricercatore dell'industria monta l'albume quasi a neve e ci passa i bocconi prima della fecola, per una crosta ariosa che schizza meno.
- Infarina all'ultimo, con l'olio già a temperatura: la fecola bagnata che aspetta si scioglie. La bottega fa il contrario, un'ora in frigo dopo la fecola perché la crosta si saldi: funziona solo con il bagno di fecola asciutta, non con la pasta della ciotola.
- Prima di calarli, stendi la pelle di ogni boccone intorno alla carne: cuoce meglio e il pezzo viene tondo invece che a bandiera.
Segnale. Ogni boccone è avvolto da una pasta densa e opaca, senza fecola asciutta sul fondo e senza liquido.
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06 Friggi a tornate, prima a 170 poi a 185 gradi mani · 12min · minuti 27–39
Metà dei bocconi alla volta: quattro-cinque minuti a 170 senza toccarli i primi due, poi la fiamma al massimo per un minuto finché sfrigolano forte.
- Cala metà dei bocconi, con la pelle verso l'alto, uno a uno e in fretta: la temperatura scende e deve risalire. Metà per volta in un pentolino di casa; con più pollo l'olio crolla e il fritto viene molle e unto, con meno cuoce prima di colorire.
- Non toccarli per i primi due minuti, finché la crosta non si è indurita: chi li muove subito la perde. Poi girali una volta con le bacchette o la pinza e finisci: quattro-cinque minuti in tutto a 170 gradi è la mediana delle ricette per un boccone di tre-quattro centimetri.
- L'ultimo minuto alza la fiamma al massimo, verso i 185 gradi, tirando ogni tanto i pezzi fuori dall'olio per fargli prendere aria: è la scelta di cinque ricette su diciotto, e serve alla crosta secca. Il ristorante di Ginza dà aria ai pezzi dal 1932, ma a temperatura media: la fiamma alzata non è sua, è di quelle cinque, e le altre dieci che friggono una volta sola restano a temperatura costante.
- La doppia frittura è la strada di tre ricette, compresa quella di riferimento, e altre due la offrono come variante: tre-quattro minuti a 170, fuori sulla griglia quattro-cinque minuti mentre il calore residuo finisce il cuore e l'olio sale a 185, poi di nuovo dentro uno-due minuti per la crosta. Viene più succoso dentro e più croccante fuori, e il riposo è tempo di cottura, non tempo perso. Con due tornate si incastra da sola: mentre la prima riposa, frigge la seconda.
- È pronto quando le bolle da fini diventano grosse e il rumore da fruscio diventa un crepitio secco, i bocconi galleggiano e sono di un bruno dorato. Preso con le bacchette, un pezzo cotto trasmette una vibrazione fine; in dubbio, taglia il boccone più grosso.
- Il pollo è cotto quando il succo esce trasparente e la carne al centro è bianca, non rosa: i due ministeri giapponesi chiedono 75 gradi al cuore per un minuto, perché il pollo crudo porta spesso il Campylobacter, che in Europa è la prima causa di infezione alimentare dichiarata. Se un pezzo è rosa dentro, cinque minuti nel fornetto sulla griglia con un foglio di alluminio lo finiscono e gli asciugano la crosta.
- Fra una tornata e l'altra lascia risalire l'olio a 170 e togli le briciole di fecola con la schiumarola: bruciano e amareggiano la seconda tornata.
Segnale. Bruno dorato uniforme, crepitio secco, bocconi che galleggiano; tagliato, succo trasparente e carne bianca fino al centro, 75 gradi al termometro.
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07 Scola, riposa un attimo e servi col limone mani · 2min · minuti 39–41
Sulla griglia in un solo strato, un minuto; poi nel piatto con gli spicchi di limone.
- Scolali sulla griglia o su una schiumarola, tenendoli in aria: la carta li fa sudare da sotto. Mai impilati, dice la cuoca che li vende: il vapore ammolla la crosta di quelli sotto.
- Un minuto di riposo li fa finire di cuocere e li rende maneggiabili; poi vanno mangiati: la crosta di fecola resta croccante pochi minuti, e se li lasci raffreddare fallo in fretta e all'aria, così l'umidità non fa in tempo a entrare.
- Il limone a spicchi non va spremuto sul piatto di tutti: sta a lato, e chi lo vuole lo spreme sul suo. È così in sette ricette su diciotto e nel ristorante che ha inventato il piatto, che ci mette accanto anche la senape giapponese e il sale al sesamo.
- Per il bento, la regola dei ricettari: raffreddali del tutto prima di chiudere la scatola, e d'estate tienila al fresco. In frigo si tengono fino al giorno dopo.
Segnale. Ancora sfrigolanti nel piatto, crosta asciutta al tatto, spicchi di limone a lato.
Allergeni
- Soia
- Glutine
Sono quelli della lista della ricetta. Fa fede l'etichetta di quello che compri.
Da dove vengono i numeri
Questa ricetta mette a confronto 12 fonti. Le quantità sono la mediana delle versioni, non l’opinione di una: dove le fonti litigano vince la maggioranza. Eccole tutte.
- 白ごはん.com — 定番の味!鶏の唐揚げのレシピ作り方 (la ricetta di riferimento: solo zenzero, doppia frittura)
- クラシル — 【基本の味】ジューシー!鶏の唐揚げ
- デリッシュキッチン — 下味しっかり! 基本の唐揚げ
- オレンジページ — 鶏のから揚げ (今泉久美: tutto in pentola, 7-8 minuti, fiamma alzata alla fine)
- ゆとりの空間 — 鶏のから揚げ (栗原はるみ, sul canale della cuoca)
- キッコーマン ホームクッキング通信 — プロに教わる鶏の唐揚げ【菱田屋さん直伝】 (due ore di marinata, bagno di fecola, doppia frittura)
- 日本食糧新聞 — 近代メニューのルーツ(8)若鶏の唐揚げ編 東京・銀座「三笠会館」 (il primo karaage da ristorante, 1932)
- 中津商工会議所 — 地域団体商標「中津からあげ」 (la definizione del marchio collettivo, 2016)
- 厚生労働省 — お肉はよく焼いて食べよう (Campylobacter nel pollo, 75 ℃ al cuore per un minuto)
- 農林水産省 — カンピロバクターによる食中毒 (i cinque punti per cucinare il pollo in casa, «non lavarlo»)
- EFSA — Campylobacter (il pollo poco cotto come prima fonte di infezione in Europa)
- 文部科学省 食品成分データベース — 若どり もも 皮つき から揚げ (11289), 307 kcal
Per 15min dei 41min di questa ricetta hai le mani libere: PREP li riempie con un secondo o un contorno e ti dice cosa fare e quando.
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Altre ricette
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- Tagliatelle al ragù 2h37min
- Soupe à l'oignon gratinée 1h52min